TCHAD

Distretto sanitario “Le Bon Samaritain”,Walia – N’Djamena

IL LABORATORIO

La prima officine galénique A.P.P.A.® in Tchad è nata nel 2008 come parte integrante dell’ospedale Le Bon Samaritain diretto da padre Angelo Gherardi nella capitale del Paese, N’Djamena. Dopo un primo avviamento del laboratorio galenico per l’allestimento di preparazioni orali e topiche, le fasi successive hanno portato all’introduzione dell’allestimento di soluzioni sterili in grande volume: il laboratorio tchiadiano è dunque stata la prima realtà A.P.P.A.® a comprendere una sala per la produzione di liquidi sterili per perfusioni. Inoltre è stato avviato un progetto collaterale molto importante, ovvero quello dell’igiene del cavo orale e della preparazione di cibi terapeutici pronti all’uso per la terapia della malnutrizione. Negli anni si è cercato di rispondere alle richieste sempre nuove della struttura ospedaliera a cui il laboratorio è associato.
Questo è avvenuto con il costante supporto del team A.P.P.A.® che ogni anno ha organizzato trasferte in loco al fine di seguire personalmente tutte le evoluzioni.

Recentemente la maggior parte delle attività è stata trasferita presso il laboratorio dell’ospedale Saint Moises a Koutu Géré, in villaggio in area rurale a sud del Paese. Nel laboratorio di N’Djamena prosegue l’allestimento di preparazioni sterili e soluzioni disinfettanti.

PARTNERS:

    • Association Tchadienne Communauté pour le Progrés (ATCP), Walia, BP 456 N’djamena. Tchad, Association approvie par le Ministere de l’Interieur le 3/12/1973; responsabile: Padre Angelo Gherardi
    • Policlinico Universitario “Le Bon Samaritain”, Walia, BP 456 N’djamena
    • ACRA “Association de Cooperation Rurale en Afrique et en Amerique Latine” ong
    • Ospedale Saint Moises, Koutu Géré

“Biobè è un villaggio minuscolo e quando i bambini più piccoli ci incontrano, non essendo abituati a vedere un colore della pelle diverso dal loro, scoppiano in lacrime. Appena siamo arrivate però, la gente che lavora in ospedale e che sa perché siamo qui non ha smesso di dirci che eravamo le benvenute e che ci stavano aspettando. È stato emozionante.”

VIVIANA e FRANCESCA